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La foto come professione

Il termine "foto deriva dal greco phos che significa "luce". Gli antichi greci chiamavano Phosphorus ("portatrice di luce") la stella che annunciava il giorno. Ilsuffisoide "-grafia"" viene anch'esso dal greco e significa "disegno". Le fotografie sono quindi disegni di luce.

Per realizzare una fotografia bisogna tener conto di luce, messa a fuoco, colore, contrasto e profondità di campo. Da tali fattori dipendono le caratteristiche di un'immagine fotografica.

La fotografia coglie l'essenza delle cose. Ha il potere di evocare, informare e ispirare. E' un mezzo democratico - globale, economico e accessibile a tutti. Ha il pregio dell'immediatezza e della chiarezza: basta osservare un'immagine per un istante per sapere se ci piace o no. Le foto possono essere accattivanti, alimentano la nostra immaginazione mostrandoci come vorremmo apparire e come vorremo vivere. Ci permettono inoltre di custodire cose del passato. Come ha affermato il fotografo Nan Goldin, grazie alla fotografia "non perdiamo più niente".

Se dimenticate di lucidare l'argenteria, vi accorgerete che si scurirà. La stessa reazione chimica è alla base del processo fotografico. L'argento è sensibile alla luce del sole: più tempo vi resta esposto più diventa scuro. La fotografia in bianco e nero è fondata sul controllo di tale reazione. La pellicola e la carta sono ricoperte di minuscole particelle d'argento che, quando vengono esposte, si scuriscono in misura proporzionale alla quantità di luce che le colpisce; l'effetto è intensificato da appositi prodotti chimici.

Anche la fotografia a colori su pellicola si serve della fotosensibilità dell'argento, associandola al principio secondo il quale bastano tre colori primari per ricreare tutte le possibili tonalità. Gli scienziati hanno già molto tempo dimostrato che mescolando il rosso, il verde e il blu in differenti proporzioni si possono ottenere tutti i colori dell'arcobaleno. La pellicola a colori ha un triplice rivestimento d'argento, simile a quello utilizzato per il bianco e nero, ma stratificato. Ogni strato è riservato a uno dei tre colori fondamentali - rosso, verde e blu.

Durante l'esposizione ognuno di essi si scurisce in base alla quantità di luce del colore corrispondente che colpisce la superficie della pellicola. In fase di sviluppo ogni strato assorbe la tintura di uno dei tre colori sempre in proporzione alla quantità di luce ricevuta. Un bagno sbiancante rimuove tutto l'argento, lasciando l'immagine a colori formata dagli strati di tintura rimasti sulla pellicola, che insieme ricreano i colori visti dal fotografo attraverso l'obiettivo.